Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze
Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze

Ristrutturare CASA: Un Palazzo Storico a Firenze

In questo articolo parlerò di come Ristrutturare un casa Storica a Firenze con un atteggiamento contemporaneo, mediando il conflitto tra tradizione e modernità.

Ho conosciuto Flavia ad un concerto rock a Prato. All’epoca suonavo in una band Indie Rock di nome Planedo Project. Facemmo anche un album …bella storia.

Quando ha saputo che ero un architetto mi ha detto:

<< perchè non passi da me uno di questi giorni? sto valutando di ristrutturare casa >>

Da li a pochi giorni stavamo in casa sua, tutta svuotata e smantellata, con il nasoallinsù a decidere che cosa si poteva fare, a immaginare insieme la sua nuova casa.

Fino a quel momento Flavia aveva ipotizzato tutto da sola, o con l’aiuto dei vari soggetti coinvolti per i lavori come i muratori, gli idraulici e gli elettricisti.

Infatti la trovai un bel pò confusa, ma sopratutto già stanca e stressata (e non era neanche partita l’avventura della ristrutturazione!).

Avevano ipotizzato di soppalcare il soggiorno, soppalcare anche il corridoio d’ingresso, e quando sono arrivato abbiamo rimescolato le carte e abbiamo riniziato i ragionamenti da zero.

Ma andiamo per ordine.

Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze
Casa Flavia all’interno di un immobile storico costruito nel 1915

Ristrutturare una casa storica: la sfida più difficile

L’appartamento che mi sono trovato di fronte misura circa 90 mq di superficie calpestabile, per un totale di 4 vani, inserito in un palazzetto pittoresco del 1915 e presentava l’impianto planimetrico tipico delle case di inizio secolo scorso: lungo corridoio d’ingresso a distribuire, direi un pò a casaccio, tutte le varie stanze con le proprie funzioni rigorosamente divise l’una dall’altra….

Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze

In questo caso non si poteva con facilità cambiare molto, perchè tutti i muri che vedete in nero sono muri portanti. Anche i piccoli vi chiederete? si anche quelli piccoli, nessuno escluso.

E quando si vuole ottenere un’apertura su un muro portante, si tratta di fare una cerchiatura in acciaio, una roba non da poco come vedremo in altri progetti.

Ma qui anche volendo sarebbe stato quasi impossibile, perchè tra l’ambiente 1 e 2 (quelli che sarebbero stati da provare ad unire o comunque mettere in relazione) avevamo una scala che scendendo pochi gradini conduceva all’esterno al parcheggio sul fianco dell’edificio….

Flavia avrebbe rinunciato volentieri a quel vano scala, ma più a favore di un utile ripostiglio piuttosto che per unire i due ambienti, opzione a cui decidemmo da subito di rinunciare visto la grande difficoltà e onerosità di una simile operazione.

Inoltre le richieste erano abbastanza chiare, rinnovare questa casa, dotandola di tutti i comfort funzionali, impiantistici e fruitivi degni di un’abitazione del 21° secolo, ma senza stravolgere l’impianto distributivo e cercando di contenere i costi d’intervento.

Quindi fare il meglio per dare personalità e ordine a degli ambienti vetusti e superati come possiamo vedere dalle foto.

Flavia mi chiedeva se fosse possibile abbassare le eccezionali altezze dei vecchi solai in acciaio e laterizio con nuovi controsoffitti.

Io da una parte comprendevo la necessità di riscaldare con meno difficoltà quegli spazi, ma dall’altra spiegavo che quell’altezza di oltre 4 metri era in realtà uno dei punti di forza di quella casa. Un fuori scala rispetto agli appartamenti di moderna concezione che misurano tutti o quasi 2,70 metri.

L’altro fattore caratterizzante il valore storico-architettonico dell’appartamento era il notevole spessore dei muri perimetrali, quasi il doppio di un muro portante di oggi, e che quindi determinava delle nicchie con sguinci in prossimità delle aperture esterne a finestra.

Queste nicchie mostravano il valore massiccio dei muri e della storia di questo palazzo e come vedrete sono diventate il tema portante di questo progetto di ristrutturazione di un appartamento storico.

 

Come ristrutturare una casa storica: il viaggio nel progetto!

Le nicchie dicevamo, la più antica forma di architettura d’interni, il più primitivo modo di dare una funzione ad un muro, oltre quella di separarci dal freddo e dai pericoli. Pensate alle nicchie nelle grotte, nei castelli, nelle case coloniche….

Questa casa si sarebbe giocata con il protagonismo dei muri, con le funzioni TUTTE inglobate nei muri, sarebbe stata una casa senza mobili, senza angoli in cui “ficcare la scopa tra una qualunque cosa e un muro”.

Fatta eccezione per il letto, il tavolo e un grande divano, tutto il resto sarebbe nato dai muri, si sarebbe inglobato e intarsiato in essi e avrebbe dato ordine e personalità massiccia ad una casa già segnata dalla storia nella dimensione e l’altezza degli ambienti, della grandezza eccezionale delle finestre e nell’essere ospitata da un palazzetto pittoresco che fin da fuori gridava la sua eccentrica personalità.

Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze

Ho pensato di creare il soggiorno sul fronte della casa, avvicinarvi la cucina abitabile e separare così, a destra e sinistra dell’ingresso, zona giorno e zona notte, cosa che prima non avveniva in un alternarsi ibrido senza senso degli ambienti…

Quasi tutti gli ambienti sono stati contro-soffittati, il soggiorno e il corridoio in continuità a 3,70 metri di altezza (un metro sopra l’ordinario), la cucina e la camera padronale a 3,40 mt, il bagno e il ripostiglio a 3 metri e la cameretta è stata lasciata oltre i 4 metri, per potersi in futuro sviluppare in altezza con un soppalco come vediamo dalla sezione (immagine sotto).

Contro-soffittare tutta casa mi ha permesso di creare ovunque soluzioni di illuminazione indiretta, che equivale a dire, zero lamapadari, zero appliques, zero piantane….solo linee di led e neon, faretti e giusto due minuscoli pendenti invisibili sopra il tavolo in cucina

Il corridoio d’ingresso… uno spazio ritrovato

Quando un architetto si misura con la Ristrutturazione di una casa storica si trova spesso a fare i conti con lunghi corridoi bui e inquietanti che nel tipico impianto ottocentesco e di primo novecento erano usati per distribuire tutte le varie stanze della casa, rigorosamente divise una dall’atra.

Nel ristrutturare Casa Flavia ho iniziato ad affrontare nel dettaglio le varie stanze, una per una, partendo dal corridoio e dal soggiorno.

Qui è avvenuta l’unica operazione muraria vera. Operazione minima ma fondamentale, che ha cambiato moltissimo la spazialità di una casa in cui sembrava di non poter fare quasi niente.

Ho eliminato la porta e la veletta che faceva da sovra-porta tra soggiorno e corridoio…..

Ho così, con un gesto semplice e banale, portato il corridoio in soggiorno e il soggiorno nel corridoio.

Ho fatto diventare il tunnel buio dell’ingresso distributivo in una camminata che funge da preambolo di quello che troveremo pochi metri dopo (una “promenade architecturale” avrebbe detto il “non architetto” Le Corbusier).

Varcato l’ingresso una linea di luce spinge a guardarsi subito a destra e a sinistra, e sia di qua che di la troviamo qualcosa ad attenderci. A destra intravediamo un ambiente che ospita una statua di una Venere a grandezza reale che ci attende riparata dietro al suo velo, a sinistra il corridoio che gira e crea un’altra grande nicchia, quasi un’edicola storica dove sullo sfondo è illuminata una foto di dettaglio della stessa statua del soggiorno.

Due fuochi che legano da una parte all’altra quello che non è più un semplice corridoio, ma diventa qualcos’altro, qualcosa che si percorre con una parte dello spirito già catturata dall’ambiente successivo. Il soggiorno ci chiama, non è una frase fatta, credetemi.

“Il soggiorno… completamento arredato senza mobili
E nel soggiorno si manifesta senza risparmiarsi il tema delle nicchie.

Non ci sono mobili. c’è un grande divano fuori scala anch’egli, e poi tutti è dentro i muri. Spazi per i libri, per i CD, per la tv, per soprammobili di ogni genere che ci ricordano i posti nel mondo dove siamo stati….Tutto è organizzato in un disegno asimmetrico delle pareti, è caos ordinato, istinto pilotato, è vita che esplode e rigore che guida, allo stesso tempo.

Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze
Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze

I colori contribuiscono alla lettura del tema delle nicchie….come se scavando il muro bianco uscisse fuori un colore più caldo di cui è segretamente composto, e i due colori, il bianco e il color sabbia iniziano così a duettare e non la smettono per tutta casa.

Di notte invece ci pensano le linee led a sottolineare le nicchie, con un particolarissimo effetto ambiente illuminato.

Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze
Nella distribuzione dei colori si possono individuare altre regole oltre a quella “dello scavo delle nicchie”, ovvero quando il contro-soffitto si ferma prima di toccare una delle pareti perimetrali degli ambienti, determinando una fessura orizzontale per l’illuminazione indiretta, la parete che viene bagnata a cascata da questa gola di luce lineare è stata fatta di colore sabbia. tutto il resto è bianco. A terra vige il color champagne del parquet, ho usato una maxi-tavola di rovere naturale con nodo, così che, al rigore del bianco dei colori tenui e delle geometrie, si affiancasse la forza espressiva, spontanea e materica e del legno.
Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze
Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze

La cucina abitabile…. una scenografia non qualunque

Ma continuando a percorrere la casa arriviamo nella cucina-sala pranzo.

Qui vediamo che anche il blocco in linea della cucina è inglobato in un muro riportato di cartongesso, si evitano così interstizi sui lati e inutili superfici raccogli polvere sopra i pensili, e tutto emerge come incorniciato dal muro bianco, di nuovo come una grande nicchia fuoriscala. 

In tutta casa ho usato il parquet, ovviamente giunti in questo ambiente si poneva l’ormai eterna domanda delle committenze: ma anche in cucina?

Io penso sempre di si, ma per evitare che poi i clienti usino gli inguardabili tappetini lungo le basi, ho adottato un sistema che chiamo “tappeto architettonico”, ovvero una fascia di marmo o di gress che permette di proteggere l’area dove più facilmente può cadere acqua, sughi o oli.

Premesso che che in ogni caso con le vernici dei parquet prefiniti di oggi non sarebbe praticamente mai un problema ogni macchia che venga rimossa in tempi non biblici, ma se posso far stare più tranquillo la committenza lo faccio, creando così un gioco di rimando cromatico e materico con il top della cucina dello stesso colore del tappeto architettonico sotto i piedi.

Altri elementi protagonisti della cucina sono il tavolo artigianale in olmo spazzolato e invecchiato, finito di bianco a poro aperto, realizzato su misura su disegno, e la composizione creativa di immagini disposte irregolarmente sulla “parete illuminata” il quale soggetto è un’idea e un omaggio alla committenza fatta di un’attrice e di un attore e regista di teatro di calibro.
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Piccolo grande bagno

Spesso quando ti trovi a ristrutturare una casa storica hai a che fare con bagni molto piccoli e molto stretti. E’ il caso anche di questo appartamento storico a Firenze.

Giunti in zona notte giriamo l’angolo e troviamo un bagno, piccolo, unico, ma dal quale siamo riusciti a ricavare il massimo, con una doccia molto comoda di 90×140, e dove abbiamo alleggerito lo spazio ristretto con l’uso di un lavabo di appoggio su una tavola di rovere in tinta col pavimento.

Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze

Al muro niente mattonelle, avrebbero soffocato lo spazio piccolo con la loro ripartizione, bensì un trattamento a marmorino che si presenta senza soluzione di continuità.

A pavimento così come nella doccia, un grande formato di gress porcellanato effetto marmo maculato come la parete. Questo atteggiamento rende il piccolo bagno un involucro ovattato monocromatico, piccolo ma accogliente come una cellula speciale e perlata.

Anche qui troviamo una nicchia, sotto la finestra, può sembrare frutto della storia e invece l’abbiamo fatta noi, per poggiare gli shampoo e i bagnoschiuma.

 La camera padronale…un baldacchino moderno

La camera matrimoniale è un ambiente particolare, dove essere originali e diversi da quello che si vede di solito è meno facile che in altre stanze. Questo è ancora più sfidante quando ti trovi a ristrutturare una casa storica dove il tentativo di rinnovamento parte dall’immaginario di certi letti a baldacchino che ancora oggi caratterizzano le ville medicee disseminate tra Firenze e dintorni.

In Casa Flavia abbiamo a che fare con stanza dalle dimensioni extra-ordinare, di quasi 20 metri quadri, che potrebbe far pensare <>?

Inoltre ovunque avessi appoggiato il letto in un’ambiente così grande e dispersivo avrebbe determinato uno sbilanciamento dell’uso dello spazio quadrangolare…. così mi è venuta voglia di proporre un letto monumentale al centro dell’ambiente e ho pensato al baldacchino, volete sapere il perchè? Ve lo spiego….

Tutta la casa è bilanciata tra uno stile moderno e minimale, o meglio essenziale, che fa i conti con un involucro storico ben leggibile dagli stilemi e dalle dimensioni degli elementi architettonici (porte, finestre, proporzioni degli ambienti….). L’uso della nicchia seppur in modo diffuso e asimmetrico, fa un occhiolino alla storia, ma serviva di più…

Serviva qualche altro elemento a ricordarci che siamo in una città ricca di storia come Firenze e non a New York….

Ecco che ho pensato ad una tipologia classica come il baldacchino, che ho però tentato di stilizzare da una parte e di reinventare dall’altra, creando come limite di testata una vera e propria quinta che nascondesse dietro di se un’altra funzione, il comò con un grande specchio.

Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze
Si è venuto così a creare naturalmente uno spazio filtro, il dressing, dove l’armadio come sempre risulta intarsiato nel muro/cartongesso, creando un ambito d’ingresso e fronteggiando i cassetti del comò a creare un avvolgente area per prepararsi e che fa arrivare al letto un attimo dopo. Il letto guarda la finestra avvolta da un intera quinta di tende leggere che sembrano scendere dalla gola del contro-soffitto, proprio come la luce sui fianchi del letto…
Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze
Ristrutturare Casa: Un palazzo storico a Firenze
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Concludendo il racconto di ristrutturazione di questa casa storica a Firenze…

….casa Flavia è un esempio importante di come si possa dare una personalità forte ad una casa con poche, pochissime mosse di progettazione.

La personalità, a mio avviso, non è soggettiva, e quello a cui voglio arrivare è che un interno o un esterno veramente progettato non sarà mai banale, e non lascerà mai indifferenti ne gli abitanti della casa, ne gli ospiti che vi entreranno.

Questa casa è anche uno dei primissimi esempi di Arredi Strutturali Furniwall e del mio particolare modo di progettare “senza mobili” di cui ho parlato approfonditamente in un apposito articolo.

Una casa come questa puoi amarla o odiarla, può piacerti in alcune parti e in altre meno, ma ti farà comunque sbilanciare, e alla fatidica domanda:

“come ti sembra questa casa?”
nessuno mai risponderà “bah…non saprei….normale”

Lascio come amo fare la parola a chi ci abita, a chi ha visto nascere questa casa a sua immagine e somiglianza. Ciao Flavia.

Il mio incontro con Juri, avvenuto attraverso amici comuni, potrei davvero definirlo “l’incontro giusto al momento giusto”.
Avevo appena iniziato i lavori di ristrutturazione di quella che sarebbe poi diventata la mia nuova casa, emozionata all’idea di tornare nella mia casa di origine e all’idea di poter ristrutturare un appartamento atteso per tanti anni.

Ero però confusa e un po’ disorientata, avevo individuato una intera squadra di lavoro, ma avrei dovuto fornire a queste persone indicazioni chiare e precise, essere presente sul cantiere, sobbarcarmi tante attività e responsabilità che mi spaventavano: ed ecco entrare in gioco Juri che, in una chiaccherata in cui lo facevo partecipe di questo progetto, mi offre il suo aiuto in modo spontaneo, dicendomi che se volevo avrebbe potuto darmi una mano a realizzare la mia casa.

Non ho esitato ad accettare e a dargli la mia fiducia, e da quel momento, il mio compito è stato solo quello di spiegare cosa mi piaceva, quali effetti avrei desiderato ottenere (tra questi potrei citare il desiderio di creare luce attraverso l’uso del bianco) …

Juri è riuscito a tradurre in realtà praticamente tutti i miei desideri, si è occupato con me della scelta dei materiali tenendo conto del mio budget di riferimento (ho un parquet meraviglioso, merito suo!) e si è sentito libero di propormi le sue idee, che ho accolto con grande entusiasmo.

All’inizio non potevo immaginare quale potesse essere il potenziale della mia casa, grazie a Juri e alla sua consulenza invece sono riuscita a creare qualcosa di veramente unico, un ambiente con il quale mi sento in completa sintonia, dove a distanza di quasi cinque anni, vivo oggi con mio marito, felicissima!

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