Ristrutturare casa: per forza un incubo?
Ristrutturare casa: per forza un incubo?

Ristrutturare casa: per forza un incubo?

Ristrutturare casa non dovrebbe essere un incubo, bensì la bella avventura di vedere nascere passo dopo passo la casa dei nostri sogni, quella che più ci rappresenta e somiglia. Eppure molte volte non va così. Il risultato finale ci lascia parzialmente o totalmente insoddisfatti e duranti i lavori ne abbiamo passate di tutti i colori. Lo avrete sentito raccontare chissà quante volte di come può essere stressante farsi o rifarsi casa, ma se non lo avete mai sentito la storia sotto vi darà un’idea esatta di quello che intendo.

In questo articolo racconto una storiella tragicomica che spiega quasi da sola uno dei motivi per cui nasce un blog come il mio.
E’ la storia della famiglia Cosini che decide di ristrutturare casa e gliene succedono di tutti i colori.

Che bisogno c’era di approfondire il tema del progetto di una casa?
Perchè una persona che dovrà sistemare la sua casa a breve potrebbe trovare utile leggere un blog come questo?

Bene, per rispondere a queste importanti domande racconterò come si affrontano, di solito, le ristrutturazioni di casa.

Sembrerà che esageri e che voglia esasperare i concetti o farvi ridere, ma chi c’è passato si ritroverà in molti dei momenti che vado a descrivere, qualcuno si rivedrà addirittura in ogni scenetta del quadretto che vado a raccontare e che vale in molti, moltissimi casi, credetemi!

Iniziamo la storiella tragicomica del Ristrutturare casa…

I Signori Cosini, che desiderano ristrutturare casa, si rivolgono ad un muratore, quasi sempre un amico di un parente di un cugino del cognato del loro commercialista… o simile.

Il muratore in questione fa un sopralluogo sul futuro cantiere, minimizza, dice su ogni questione che “non c’è problema”, si può fare qua si può fare là, “anzi pensava che lo stabile fosse in stato peggiore!!”.

Poi siccome al proprietario viene detto che si deve per forza presentare una “domanda al comune”, i Signori Cosini decidono di chiamare un geometra o un architetto, ma… meglio un geometra, più pratico, gli architetti hanno troppi grilli per la testa!

Il tecnico in questione raccoglie le esigenze e le richieste del cliente e non incide considerevolmente sulle scelte d’Interior, tanto i clienti ripetono di avere le idee chiarissime su come vogliono “dividere” la loro casa.

Inoltre, il tecnico coinvolto è pagato quasi sempre piuttosto poco, con i tempi che corrono, e non si è quasi mai occupato in maniera approfondita di Interior Design; può aiutarli di più nella presentazione di pratiche burocratiche e volendo seguire un pò il cantiere ma non ne sa molto di cucine, arredi vari e finiture innovative…

Quindi evita inutili rogne, disegna in pianta le indicazioni che hanno dato i clienti su consiglio di una “amica appassionata d’arredamento” o del muratore stesso che “ne ha fatte di case lui! Se non li richiedesse il comune non avrebbe nessun bisogno dei progettisti!!”.

Con una piantina di massima che indica le demolizioni e le ricostruzioni (gialli e rossi), una sezione e qualche sviluppo dimensionale, si inizia la lotteria dei preventivi quasi sempre a corpo.

A corpo vuol dire che il muratore tiene conto delle pareti da abbattere, dei bagni da smantellare, delle macerie da portare via, più o meno dei metri di tracce da fare e ricoprire e dei massetti da rifare…

Un pò di cose valutabili assolutamente a braccio grazie ad anni d’esperienza, e per le quali viene riempito uno schemetto scritto a mano in A4 con una stima approssimativa dei costi, euro più euro meno…”per farsi un’idea di dove si va a parare”.

Poi come in una pièce teatrale è il turno dell’idraulico che da un’occhiata, si segna i metri di tubo, vede il bagno da rifare da capo, i nuovi allacciamenti per la cucina, più tutto il resto, e ne esce fuori un secondo foglio A4 con i prezzi di quello che “gli sembra sia tutto”.

Così via, avanti l’elettricista, il cartongessista per la parete che divide il secondo bagno, l’imbianchino che pone sempre l’amletica domanda: “raschiamo o non raschiamo??”.

Ristrutturare casa: per forza un incubo?

…badate bene, tutte figure professionali trovate con fatica, chiedendo in giro sotto consiglio del tecnico, ma non solo, su imbeccata del vicino, dell’insegnante del figlio, o della fedele indicazione del muratore, regista indiscusso dell’operazione… colui che per primo vi è venuto incontro in questa valle di lacrime della ristrutturazione, colui che quando arriva il tecnico è pure un pò scocciato perchè “questi che hanno studiato ne sanno dieci volte meno rispetto a lui che il lavoro lo fa con le sue mani!”.

E tutti che danno consigli… perchè sembra che ognuno se avesse potuto nella propria vita avrebbe fatto il progettista d’interni, ognuno!

Strano che in realtà poi lo facciano così in pochi!

I consigli non mancheranno mai… i clienti saranno continuamente consigliati:

  • dal tecnico (poco perchè ha capito che entra ogni volta in un braccio di ferro di idee)
  • da ognuno degli artigiani (a volte sembrano consigli volti ad auto-semplificarsi il lavoro, ma magari sembra soltanto)
  •  dal disegnatore dell’azienda che vi fornirà la cucina, che vi farà “uno schizzo” anche di tutta la zona giorno (non si è capito perchè) e vi dice “… poi vedete voi”
  • dal tizio che viene a prendere le misure per gli infissi
  •  dal montatore del pavimento che vi consiglia il disegno secondo lui più bello
  • … e da tanti altri compreso il vicino di pianerottolo…

I consigli “un pò buttati là” non mancheranno e non vi aiuteranno a fare chiarezza, statene certi.

Ma intanto in clamoroso ritardo, visto l’accidentale e faticoso susseguirsi di preventivi di massima, è stata consegnata la SCIA!

Il tecnico ha preso di petto la situazione e con un colpo di spugna ha convinto i clienti a buttarsi: intanto consegniamo…se poi volete cambiare qualcosa faremo una variante in corso d’opera”.

Di varianti in corso d’opera c’è ne saranno un sacco, di ripensamenti pure, di imprevisti non ne parliamo, di dimenticanze che nel foglietto A4 del preventivo di massima non erano state messe c’è ne saranno quante non ne potete immaginare…

I lavori procederanno a tentoni, il tecnico che vi segue farà del suo meglio ma non potrà essere tutti i giorni sul vostro cantiere, anche perchè magari è pagato due soldi, nessuno lo ascolta, le maestranze dicono che finiscono “la loro parte per venerdì” e poi non vengono sul cantiere per tutta la settimana.

Il proprietario inizia a chiamare a turno uno dei tanti numeri di telefono dell’infinita schiera di individui coinvolti, tentando di tirare le fila di una situazione disastrosa.

Alla fine il risultato è una ristrutturazione di casa fatta quasi senza progetto d’Interior, quasi senza direzionesicuramente senza una supervisione attenta alle finiture, senza un controllo in corsa dei costi e dei tempi… con le conseguenze che tutti conosciamo fin troppo bene dai racconti che si sentono in giro:

un ritardo di imprecisati mesi, una spesa che rasenta il doppio di quella ipotizzata con “ottimismo” sulla somma dei vari A4…

e tutto, per giunta, con una parziale o sostanziale insoddisfazione del risultato finale…

  • il bagno di servizio vi sembra troppo piccolo, non ci va la lavatrice
  • nella cucina vi siete pentiti di molti aspetti, vi sembra poco funzionale, tornando indietro fareste diversamente!
  • il soggiorno è buio, forse era meglio “aprire di più”
  • le piastrelle del bagno principale sono montate con poca precisione e quei paraspigoli sono brutti da morire…
  • la tinteggiatura vi sembra tirata via!

“vabbè per fortuna è finita!!”

OK questo quadretto è stato romanzato in modo anche scherzoso per raccontare una buona dose di aneddoti che vanno più o meno in questo modo quando nel ristrutturare casa.

Con ciò non voglio dire che tutti i muratori siano egocentrici, che tutti gli altri attori della scena edilizia siano superficiali o che tutti i tecnici siano inesperti o arrendevoli nel difendere gli interessi del cliente.

Non è sempre così, ma è pressapoco così… molte volte, ed ecco fatto perchè si dice in giro che “quando si deve iniziare una ristrutturazione c’è da mettersi le mani nei capelli e incrociare le dita!”.

Ma io vi chiedo: anche se non siete addetti ai lavori non sembra ben ipotizzabile il perchè sia andata così?

Si? No? Non c’è problema, ve lo spiego con precisione la prossima settimana col prossimo articolo…

Juri Favilli 

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