Casa Roberta
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CASA ROBERTA

Ristrutturazione di un appartemento di pregio a Milano

Cosa significa Ristrutturare un appartamento di pregio in una realtà come Milano nell’epoca attuale?

Cosa significa avere una casa di pregio, che si distingua dalle altre case, dalla normalità, dalla media? Una casa eccezionale dunque, nel senso stretto del termine, ovvero che fa eccezione rispetto al resto.

“Una casa o un appartamento sono eccezionali quanto più l’interior design è cucito sulle circostanze della situazione specifica.”

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“Una casa o un appartamento sono eccezionali quanto più l’interior design è cucito sulle circostanze della situazione specifica.”

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E qual’è l’attuale concetto di lusso quando si deve ristrutturare la propria casa, sia a Milano che in qualunque realtà dove il Design costituisce una componente forte della cultura e del costume?

Vado dritto al punto: 

secondo me una ristrutturazione e un appartamento sono di pregio quanto più alto è il livello di personalizzazione e sartorialità dell’operazione nel suo complesso.

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Una casa è eccezionale, quanto più l’interior design di un appartamento è cucito sulle circostanze della situazione specifica, spaziale e dimensionale e non ultimo curando ogni centimetro in base alle esigenze e al carattere dei clienti! 

Questo è quello cha abbiamo perseguito con Roberta e Claudio in questo appartamento nel cuore di Milano.

Questo per me è la risposta ad una voglia di eccezionalità, oggi più che mai. 

Qualche anno fa probabilmente la risposta si sarebbe cercata automaticamente nei brand di lusso, aziende prestigiose, che propongono pezzi di design iconici, famosi in tutti il mondo, per poter avere così una sorta di garanzia di “cose fatte bene” e di riconoscibilità.

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Avete presente girare per casa con i propri ospiti e dire:

“quel mobile TV è dell’azienda “X”… ah questa credenza? si, è dell’azienda “Y”…. e il divano? oh per il divano erano anni che volevamo un bel divano dell’azienda “Z”

Quindi avere un appartamento di pregio poteva significare avere un bello showroom riprodotto in casa nostra, con un pezzo appoggiato qua, un pezzo appoggiato la, contando sul propio buon gusto, o sull’aiuto dei rivenditori dei vari brand, o nella migliore delle ipotesi con l’aiuto di un arredatore che ci aiutasse nella scelta.

In altre parole il nostro appartamento brillava quanto più fossimo stati accorti nella selezione di complementi di arredo, più o meno prestigiosi, cosa che però avrebbe potuto fare qualunque altra persona o famiglia, dall’altra parte di Italia o del mondo, o addirittura il vicino della porta accanto.  

dov’è l’eccezionalità in questo tipo di approccio?

Attenzione: non ho nulla in contrario coi pezzi di design, anzi apprezzo molto certi brand che hanno creato tavoli, divani, letti e quant’altro che hanno reso l’Italia il punto di riferimento nel mondo per il design di lusso.

Ed è sicuramente bello avere alcuni pezzi di design in casa a coronare un progetto di un certo livello e prestigio appunto.

Ma se la personalizzazione della propria casa, del propio appartamento si riduce ad una scelta di elementi da appoggiare nello spazio, dove sta appunto l’eccezionalità?

Dove sta un più profondo e vero concetto di personalizzazione?

Come emerge il carattere degli abitanti? In base al tipo di selezione svolta?

Mhmm si può fare più di così, c’è una strada alternativa e voglio mostrarvela.

Ad amplificare quello che voglio dire ci si è messa la dimensione sempre più piccole degli appartamenti in città come Milano o Firenze, dove opero maggiormente, ma vale per ogni grande città o cittadina, e spesso vale anche negli appartamenti fuori città, persino nelle “villette” dei piccoli paesi di provincia. 

Capita che i clienti mi facciano vedere cucine, o librerie, o divani che si trovano in spaziosissimi ambienti di showroom, che nulla hanno a che fare con le proporzioni degli appartamenti di oggi.

Quello che invece che serve fin dall’inizio è un approccio progettuale totalmente calato nel contesto specifico, che faccia i conti esattamente con i centimetri a disposizione, con la posizione delle finestre, l’arrivo della luce, le proporzioni degli ambienti.

Quello che serve è un incedere sartoriale che cucia letteralmente gli arredi con lo scopo di impreziosire ogni muro, sfruttare ogni angolo, valorizzare ogni scorcio.

Quindi non “appoggiare dei mobili ai muri” , ma disegnare e valorizzare ogni “quinta” della casa come fosse la facciata protagonista dello spazio, attraverso degli arredi sartoriali, personalizzati su misura, e dove ogni centimetro è Design, non un solo mobile, ma ogni punto, ogni angolazione, ogni parete è involucro e arredo, proprio come avviene nello Yacht Design, ambito nel quale ho fatto esperienza tanti anni fa, durante i miei primi anni di attività.

Descrivo questo approccio progettuale, di architettura d’interni, in vari articoli dove parlo delle mie “Furniwall”, ovvero arredi strutturali che annullano il concetto di mobile” (furnirure) e di muro (wall), fondendoli in un nuovo modo di concepire gli spazi, le Furniwall appunto.

Come potrete leggere approfonditamente in nell’articolo sulle Furniwall, questo approccio ha molto a che vedere con l’interior design degli Yacht, perchè in quei casi non ci sono prima i muri, e poi gli elementi di arredo, ma c’è un unico gesto di interior design che divide, arreda, crea bellezza e materia, crea occasione di contenimento, crea composizione di forme e di luce.

Questo appartamento, casa Roberta, mi ricorda l’interno di uno Yacht, forse per la presenza del legno e dei colori caldi, forse per la presenza di una scala a chiocciola di Design, ma anche perchè non c’è nessun muro “nudo”, che sia solo muro.

Quasi neanche il soffitto è solo soffitto, ma ci sono sempre dei giochi di cartongesso utili a creare giochi di luce con linee luminose che si rincorrono per illuminare la casa.

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E se vediamo il soggiorno/pranzo/cucina questo atteggiamento di sartorialità e personalizzazione è evidente perchè gli arredi strutturali vestono ogni parete plasmandosi e diventando librerie, vani credenza, boiserie, mensole, isole, angoli cucina e tanto altro.

Ogni centimetro, letteralmente ogni centimetro, è studiato nel dettaglio…

Quando sono andato a fotografarlo ho fatto 600 foto di insieme e dei tanti particolari, anche se qui ne vedete solo una trentina di foto (sennò l’agenzia che mi cura il sito mi brontolava :).

Ma nelle camere il concetto di muri e soffitti vestiti di interior design in filosofia Furniwall se possibile è ancora più chiaro ed esplicito. Soprattutto nella camera padronale.

Abbiamo vestito le pareti con arredi sartoriali che fungono da armadi, boiserie, comò, comodini, ecc.

Viste le dimensioni contenute non ci siamo persi neanche un centimetro, sia come occasione di funzionalità che di design, e addirittura il gioco sartoriale “cammina” dalle pareti al soffitto con un gioco compositoio, e di carta da parati, e di luce, che dalla testata del letto continua sulla testa di chi sdraiato crederà di essere abbracciato da un unico, particolarissimo gesto di progettazione.

Dunque come in tutta la zona giorno, abbiamo disegnato e fatto realizzate da artigiani di mia fiducia anche le camere, compreso il letto padronale (con meccanismo contenitivo) e il divano-letto della cameretta/studio, con letto estraibile che diventa matrimoniale anche quello.

Un’ultima nota, a corredo di quanto detto nella riflessione iniziale di questo articolo, in cui si è parlato di uno specifico approccio alla progettazione d’interni di un appartamento:

un volta sfruttato in maniera così doviziosa e particolare lo spazio, e ogni centimetro della casa, vestendo le pareti con arredi strutturali che hanno il valore di ottimizzare e decorare l’involucro, è chiaro che si sarebbe potuto completare il progetto con un complemento di design di produzione industriale, di un brand amato.

Si sarebbe potuto scegliere un tavolo di un brand, e un divano di un’altro brand….ci sta, capita che lo facciamo con i miei clienti, assolutamente, ma non sempre e non questa volta.

In questo appartamento anche il tavolo è disegnato e realizzato su misura, è un mio tavolo di design artigianale che produco da qualche anno in esclusiva per le case dei miei clienti, si chiama Tavolo Lucienne, ed un tavolo allungabile di cui potere trovare la storia di come è nato raccontata in questo articolo e la descrizione di come si è evoluto descritta in questa pagina.

Infine il divano, potevamo non personalizzarlo?

Come spesso accade in molte case serviva una misura specifica, in questo caso perchè come vedete risulta come incastonato nel vano di una furnwall, quindi abbiamo deciso di disegnarlo specificamente sulle dimensioni e i gusti e il desiderio di comodità del cliente, e lo abbiamo fatto realizzare da artigiani esperti nel mondo dei divani, ottenendo un risultato anche in questo caso unico nel suo genere.

In questa casa dunque l’eccezionalità è determinata dalla personalizzazione.

Può piacere, non piacere del tutto, potreste pensare: “io avrei usato qualche materiale diverso”, oppure “io avrei vestito una parete di meno”… ma non ci sarò mai una casa uguale in nessuna parte del pianeta, questa casa è unica, come ogni casa dovrebbe essere unica, perchè ogni persona che la abita è unica, e ogni famiglia è unica.

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