Librerie in Cartongesso nel Soggiorno Sartoriale – Casa Veronica

Due intere pareti di Librerie in Cartongesso diventano da sole la soluzione ad un Soggiorno di dimensioni contenute, attraverso un Interior Design Sartoriale che va ad utilizzare tutto lo spazio possible, spalmando una composizione di pareti attrezzate contenitive in cartongesso e legno che oltre a risolvere tutte le funzioni dell’ambiente giorno, danno anche l’impronta decisiva per la personalità di questa casa.

In questo articolo vi racconto ancora una volta cosa vuol dire Architettura d’Interni Sartoriale, e come attraverso questo approccio progettuale si possa far diventare funzionale, espressivo e sorprendente anche uno spazio non grande ma fondamentale come il Soggiorno, in un modo che si cuce sulle pareti e sulla personalità dei giovani proprietari di casa. Andiamo a vedere come.

“ tutto ha inizio da….

Veronica e Marco sono amici della Valdera dove sono nato e cresciuto, avevano acquistato un appartamento di nuova costruzione di circa 70 mq con giardino, il tipico taglio da coppia giovane: due camere, un bagno grande e una zona giorno con cucinotto chiuso da porta scorrevole.

La zona giorno non era molto grande, ma soprattutto risultava difficile da risolvere a livello di distribuzione dei vari elementi come divano, tavolo da pranzo, mobile tv, mobili contenitivi, ecc…

Mi hanno chiamato perchè il soggiorno era diventato per loro un vero e proprio rompicapo, una specie di Cubo di Rubik che non si risolveva, e anche se si è trattato di un piccolo intervento di alcuni anni fa ho deciso di raccontare questa storia perchè è un esempio di come l’atteggiamento Sartoriale e il procedere con elementi su misura possa essere la soluzione del Cubo.

“le prime impressioni….

Questa che vedete in pianta è la situazione come l’ho trovata. In fase di cantiere avevano già diviso la parte del living isolando il cucinotto. A Veronica non dispiaceva l’idea di poter chiudere la porta sugli elementi della cucina e tenerli fuori dalla situazione del living.

Questa è una decisione soggettiva, ma una cosa era certa: contrarre ancora lo spazio faceva diventare la sfida di soluzione del living ancora più ardua, e si doveva risolvere anche esteticamente quello strano dente sopraggiunto per lasciare spazio alla porta che conduceva in zona notte.

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Ho riportato qui sotto la planimetria stampabile su carta millimetrata affinché ci si renda conto di quanto era imbrigliata la situazione con tutta una seria di elementi che vincolavano le disposizioni dei vari mobili: portoncino d’ingresso, finestra a tre ante, porta scorrevole del cucinotto, porta per l’accesso alla zona notte e termoarredo mettevano ad apparente scacco matto ogni mossa ipotizzabile. 

Inoltre le richieste erano ambiziose viste le condizioni di partenza, viste le dimensioni contenute del living, visti i vincoli fisici sopra detti e disposti in modo da complicare la vita, infatti si chiedeva:

  • un divano 3 posti disposto in modo da avere la tv di fronte e non di scorcio (giustamente!)
  • un tavolo da 4 posti che si allungasse fino ad ospitare 8-10 persone
  • visto le dimensioni ridotte del cucinotto si chiedeva il più possibile di spazio contenitivo da utilizzare come dispensa ecc, e una serie di vani a giorno per libri e soprammobili e ricordi…

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“il viaggio del progetto…

Già all’epoca non amavo i mobili. A dire il vero non ho mai amato troppo i mobili. Ovviamente questo non vale sempre e dipende molto dalle situazioni e dai contesti storici dell’oggetto su cui intervengo. 

Ma oggi, nelle abitazioni moderne, credo che spesso i mobili propriamente detti non soddisfino i bisogni delle persone, per un motivo estremamente banale: sono uno spreco di spazio e le case sono sempre più piccole di quelle di una volta.

Vedete, un mobile che si può trovare in commercio, il 90% delle volte ha profondità standard, e in generale dimensioni che possono variare si, ma di poco, in ogni caso risulterà sempre o troppo piccolo o troppo grande, sicuramente troppo profondo, e determinerà ai lati e sopra di esso i cosiddetti “spazi di risulta”. Cosa sono? guardate lo schema qui sotto:

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Lo schema vuole essere solo un esempio per far capire che a parità di stile e linguaggio si può sfruttare meglio lo spazio e rinunciare il più possibile a quelli che io chiamo “gli angoli dove si deve entrare con la scopa”, per non parlare dei dorsi superiori dei mobili che servono solo a raccogliere polvere.

Pertanto una parete attrezzata sartoriale può essere calibrata su misura in cartongesso o legno o un mix dei due o altro ancora, può sfruttare al massimo lo spazio e per esempio costituire un risparmio in profondità se necessario.

Infatti le credenze in commercio per convenzione sono quasi tutte di 50cm di profondità, ma se verificate, la quasi totalità degli elementi della cucina sta agevolmente nei 30-35 cm, che non a caso è la misura della profondità dei pensili. Tolti pochissimi “pentoloni” o “vassoioni” che metterete nelle basi della cucina, per tutto il resto avere mobili di profondità superiore a 40cm è uno spreco di spazio quando quest’ultimo è ridotto.

“le pareti attrezzate….

Casa Veronica ha seguito esattamente questo principio compositivo diInterior che ho voluto illustrare.

Ho “vestito“ due pareti su quattro con una composizione sartoriale di cartongesso e sportellature in legno laccato. Queste due pareti attrezzate hanno risolto vari aspetti:

  • hanno assolto il compito di elementi contenitivi in basso e di ripiani a vista
  • con il gioco delle nicchie hanno dato espressività e funzionalità al piccolo ambiente
  • hanno risolto con una sorta di nicchia d’angolo il passaggio per la zona notte
  • hanno incorniciato la tv in una nicchia frontale al divano
  • hanno risolto sempre con una grande nicchia la disposizione del tavolo a riposo che è stato accostato al muro in modo non banale, bensì integrandosi come in un gioco di incastri.

Il gioco compositivo ha determinato una serie di nicchie/scaffali che volevano essere come uno scavo del muro stesso. Pertanto abbiamo tinteggiato il cartongesso di bianco sui fronti, mentre all’interno delle nicchie il cromatismo cambia andando a dialogare col beige/rosa antico del pavimento.

Il pavimento era stato scelto prima del mio intervento, e si è cercato di valorizzarlo con questo gioco di rapporto cromatico con tutti gli elementi della sala, compreso il divano bianco puro e tutte le parti in legno, sportelli, porte e tavolo, eseguiti su misura e tinteggiati bianco avorio.


“un tavolo inglobato nella parete, ma anche no….

Particolarmente efficace è risultato il posizionamento in nicchia del tavolo realizzato su misura, che ha permesso di ottenere una dimensione di 170 cm di lunghezza che “affogando” per 35 cm dentro la parete lascia nella configurazione di tutti i giorni una dimensione d’uso di 135 cm, ovvero quattro posti comodi frontapposti e un quinto posto in capotavola se necessario. Con in più la possibilità di usare i 35 cm in fondo al tavolo come utilissimo spazio per il pane, per le bottiglie, per un vassoio….

All’occorrenza basta spostare il tavolo dalla posizione incastrata portandolo a centro stanza e questi già risulta configurato per 8 persone, ma con l’aggiunta di due prolunghe da 60 cm si arrivano ad ospitare comodamente ben 12 persone. Un bel risultato.

Per mesi Marco mi ha mandato sms in cui magari durante le feste mi diceva: “oggi eravamo a tavolo in 10….la scorsa volta in 12!”

In spazi così piccoli è difficile far tornare tutto e mantenere un design che abbia personalità.

L’approccio deve per forza sartoriale, come se si stesse progettando l’interno di uno Yacht, e non lo dico in senso lato, ma in senso stretto, infatti grazie al periodo di collaborazione con AdAMP sono venuto a contatto con il mondo dello Yacht Design, dove i centimetri valgono oro, altro che il fare grossolano del mondo dell’edilizia!

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“il cucinotto….

Quando i ragazzi mi hanno chiamato avevano già preso la decisione di chiudere il cucinotto con una porta scorrevole e la parete era stata ormai realizzata.
L’alternativa sarebbe stata quella di provare a realizzare una schermatura vedo/non vedo, ma capisco che in uno spazio così contenuto si sia cercato a tutti i costi di evitare l’effetto di avere l’ingresso in casa direttamente con vista sulla cucina.

Il cucinotto è stato progettato con disegno minimale, senza maniglie (sportelli con gola) e dello stesso colore avorio di tutti gli elementi del living. Con la porta scorrevole aperta c’è una discreta integrazione tra il cucinotto e il resto della zona giorno (potete vederlo nelle foto più avanti).

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“e luce fu….

Lo studio dell’illuminazione è stato particolarmente attento.

Volevamo evitare un lampadario perchè il baricentro della stanza variava a seconda delle funzioni e poi non volevamo invadere un volume contenuto con un oggetto pendente. Perciò ci siamo limitati a far scendere due punti luce super minimali sopra il tavolo, abbiamo messo un applique con design minimale coordinato sull’angolo opposto dietro il divano, e per tutto il resto il compito di illuminare e stupire è di nuovo passato in mano a loro: le pareti attrezzate!

Sullo spigolo inferiore di ogni ripiano in cartongesso si è ricavato lo spazio per una linea led resa invisibile tramite un dettaglio sulla struttura della parete. Abbiamo determinato la possibilità di accendere una parete per volta, e di modificare l’intensità della luce grazie ad un apparecchio elettronico chiamato dimmer, comodamente regolabile con telecomando dal divano!

L’effetto è elegante e impreziosisce il piccolo ambiente di living rendendolo grande!

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“infine vi voglio dire che….

….Casa Veronica è un esempio di come anche un piccolo soggiorno possa diventare grande per funzionalità e personalità. L’uso delle nicchie contenitive in cartongesso (e legno) determina un risparmio di spazio in profondità, e un aumento sostanziale dello spazio contenitivo che si estende a tutta parete senza perdere alcun centimetro.

Si tratta di calibrare il giusto disegno tra pieni e vuoti, considerando un effetto sorprendente, cioè che le nicchie a giorno operano una sorta di dilatazione dello spazio. Sopratutto se tinteggiate di un colore più scuro è come se allargassero la percezione dell’ambiente.

Marco e Veronica avevano da subito apprezzato il progetto del loro living, ma non mi avevano nascosto una perplessità:

“scusa Juri, ma non è che soffochiamo uno spazio già non grande andando a togliere 35 cm su due lati??”

E io avevo risposto:

“guardate, prima di tutto voi con soli 35cm risolvete tutte le funzioni del living, spazi contenitivi, chiusi, aperti, mensole, ecc…..quando invece mobili tv e credenze più o meno alte sono sempre sui 50cm di profondità, che comunque “invadono” lo spazio.

Ma c’è di più: operando questa sorta di avanzamento del muro in avanti di 35cm, per poi andare a svuotarlo ed alleggerirlo con un gioco di sottrazione caratterizzato da facce più scure, vedrete che non solo il living non sembrerà più piccolo, ma sembrerà addirittura più grande!

Mi è stata data fiducia e dopo tutti hanno verificato con gioia quell’effetto che avevo preannunciato. Anche Mauro, il padre di Veronica, che ha seguito da vicino i lavori e che era fiducioso, ma un pò perplesso…..alla fine mi ha voluto dire:

“Oh Juri, ma lo sai che era vero, io non so perchè, ma il soggiorno sembra davvero più grande!!”

…..io il perchè lo so, ma ve lo dico un’altra volta, con un’altra storia 😉

Juri Favilli

VIDEO CASA VERONICA

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Juri Favilli

Architetto Designer at JFD
Architetto Interior Designer specializzato in progettazione e ristrutturazione della casa e sull’Architettura d’Interni Sartoriale di negozi, showroom e uffici.
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